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Museo Mineralogico OlbiaTempio
Nel
1984, dalla donazione del collezionista Giuseppe Tanca in favore del
Comune di Bortigiadas, nasce il Museo Mineralogico che comprende più di
1000 esemplari di minerali appartenenti a 250 specie.
Sotto la legislatura del Sindaco Giuseppe Deiana, la collezione venne
ospitata nello stabile contiguo alla scuola elementare.
Nel corso di questi anni il Museo venne inserito nei percorsi turistici
nazionali e in seguito riconosciuto dalla Regione Autonoma della
Sardegna.
Nel 1996, il Sindaco Luciano Dessena promosse la ricomposizione della
collezione Tanca e la riapertura della struttura museale.
A partire dal luglio 2007, la Società Cooperativa Anthemys, su incarico
dell’Amministrazione Comunale, nella figura dell’attuale Sindaco
Emiliano Deiana, sta procedendo all’allestimento del museo individuando
un percorso didattico-culturale, alla realizzazione dei pannelli
didattici, ad una nuova inventariazione e pre-catalogazione degli
esemplari inseriti nel percorso a tema.
L’allestimento espositivo interessa innanzitutto il territorio di
Bortigiadas e dei comuni limitrofi, in
un’ottica territoriale che si allarga verso le altre zone significative
della ricerca mineralogica in Sardegna, dalle più note del
Sulcis-Iglesiente, a quelle meno note dello stesso territorio di
Bortigiadas.
Si sta progettando inoltre una sezione cartografica che vedrà raccolte
carte tematiche e documenti d’archivio sulla vita e la storia del paese
e del suo territorio.
Il Museo Mineralogico è situato sulla strada principale accanto alla
biblioteca comunale e alle scuole. |
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Museo Diocesano d'Arte Sacra Alghero

Il Museo
diocesano d'Arte Sacra di Alghero è situato nel centro storico della
città sarda, nelle immediate adiacenze della cattedrale di Santa Maria.
Questo museo testimonia l'importanza dell'esperienza cristiana e
devozionale, nel vissuto della popolazione algherese e della diocesi,
attraverso numerose opere d'Arte. È stato inaugurato il 30 giugno 2000.

L'esposizione all'interno del museo, che ha sede nell'ormai sconsacrata
chiesa del Rosario intra mœnia, può essere suddivisa in sei aree
tematiche:
Argenti
Dipinti
Sculture lignee
Ebanisteria
Materiale lapideo
Bronzi |
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Antiquarium Turritano

All’Antiquarium
Turritano di Porto Torres potete ammirare numerosi reperti rinvenuti
dagli studiosi durante gli scavi nella parte più antica della città,
vale a dire l'adiacente sito della colonia romana di Turris Lybisonis.
Altri oggetti sono invece custoditi al Museo Archeologico Nazionale
“Sanna” di Sassari.

Nell'Antiquarium,
realizzato in una struttura moderna e ben disposta su due livelli, sono
esposti oggetti di varia natura (anfore, statue in marmo, ancore,
ceramiche, lucerne), mosaici di grande valore
storico-culturale-artistico, porzioni della città scomparsa e un altare
dedicato al culto della colonia romana, oltre ad alcuni plastici che
ricostruiscono in miniatura il sito di Turris Lybisonis. |
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Farmamuseo Sa Potecarìa
Si
tratta di una raccolta di arredi,di utensili e strumenti attinenti
l’arte sanitaria in generale e quella farmaceutica più in particolare.
Un piccolo “museo” di apparecchi ed oggetti precedenti la rivoluzione
industriale del settore e che, pertanto, rappresentano significative
testimonianze di un passato oramai lontano.
Un tuffo nel passato per riscoprire come si curavano i nostri padri e i
padri dei nostri padri.
Il nucleo originario di questa raccolta è costituito da alcuni reperti,
risalenti all’inizio del 1900 ed appartenuti alla vecchia Farmacia
Mancosu che fu acquistata, nel 1928, dal dott. Nino Fanni (padre
dell’attuale titolare) e da una certa quantità di oggetti appartenuti,
invece, alla vecchia farmacia del dott. Nino Fanni. Molti di più
sarebbero, questi reperti, se un attentato dinamitardo subito dalla
farmacia, il 15 agosto del 1945, non ne avesse distrutto una notevole
quantità. La maggior parte delle cose che si possono ammirare nel
FARMAMUSEO sono state acquistate dall’attuale titolare, il dott. Ignazio
Fanni, in varie parti del mondo e soprattutto in Germania e negli U.S.A.
A ciò si aggiunge una piccola biblioteca di testi riguardanti la
medicina e la farmacia i più antichi dei quali risalgono ai primi del
1500.
Il giornalista Stefano Carlini che lo visitò nel 1997, non ebbe
difficoltà a definire il FARMAMUSEO “Un piccolo tesoro culturale”.
La raccolta è ospitata in quattro locali della Farmacia Fanni:
Nell’atrio, in una grande scaffalatura sono esposte alcune riproduzioni,
di pregio, di antichi vasi da farmacia, i cosiddetti “ALBARELLI”, e
numerose boccette originali dell’antica Farmacia Fanni. Nel locale
attiguo, si possono ammirare: una bella collezione di antichi aerosol,
un’interessante raccolta di enteroclismi (francesi, inglesi e italiani)
e strumenti vari riguardanti l’arte sanitaria. In un altro locale si è
cercato di ricostruire quella che poteva essere una vecchia potecarìa
villacidrese: gli scaffali provengono dall’antica Farmacia Fanni e così
p ure
molte attrezzature atte a preparare la maggior parte dei medicinali; il
banco di vendita è quello che si trovava nella Farmacia Mancosu e alla
stessa farmacia apparteneva la bilancia che su detto banco si trova.
Sullo stesso banco, troneggia un imponente registratore di cassa (dei
primi del ‘900) proveniente da una farmacia di Torino. La ricostruzione
dell’ANTICA FARMACIA VILLACIDRESE è completata da un piccolo laboratorio
galenico e da una raccolta di vecchi strumenti del laboratorio chimico.
Nello stesso locale è ospitata anche una piccola collezione di bilance a
partire dal 1600, una di termometri clinici (il più antico dei primi del
1800), una collezione di mortai, tre cosiddette “farmacie da viaggio” (
la più antica delle quali risale alla fine del 1700) e la piccola , ma
interessante, biblioteca. Nell’ultimo locale trovano posto numerose
vecchie apparecchiature elettromedicali la più inquietante delle quali è
senz’alto una sorta di elettroshock con tanto di casco munito di
elettrodi. |